Scommesse non AAMS in Italia — quello che costa giocare fuori dal sistema
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Un sito di scommesse «non AAMS» non è un'alternativa scomoda: è un'offerta che nessuno ha autorizzato a raccogliere giocate in Italia, e la regola che la riguarda non si ferma al gestore. L'ADM lo ha scritto senza giri di parole il 28 febbraio 2024, in un comunicato che vale la pena leggere per intero prima di depositare il primo euro su un dominio estero: anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un'ammenda e con l'arresto fino a tre mesi. Non è la multa del bookmaker. È la tua.
Questo è il punto da cui parte il confronto che segue, ed è anche il motivo per cui la parola «convenienza» va maneggiata con cautela ogni volta che compare accanto a un sito estero. Un concessionario autorizzato in Italia ti mette a disposizione il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell'Agenzia su conti e palinsesti, limiti di deposito che scegli tu in fase di registrazione e un foro italiano se qualcosa va storto sul prelievo. Un dominio privo di concessione non porta con sé nessuna di queste cose. Non ne porta una in più, non ne porta una in meno: semplicemente non ne ha.
5 Novembre 2026 — dati e riferimenti di licenza verificati sull'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall'ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS).
La classifica: come leggere i dieci concessionari di vincerescommesseit.com
I criteri con cui misuriamo un'offerta sportiva
Il primo filtro di questa lista non è un numero di benvenuto e non è la quota sul derby. È la riga di concessione. Ogni operatore che trovi qui sotto ha un numero di concessione ADM, un concessionario che risponde di quel numero e un sito .it proprio su cui quel numero è dichiarato nei termini e condizioni. Non è un dettaglio burocratico da saltare per arrivare alla parte divertente: è l'unica informazione della pagina che stabilisce se, in caso di controversia su un prelievo, esista un'autorità italiana a cui rivolgersi.
Ho ordinato le dieci piattaforme per come si comporta il prodotto sportivo, non per quanto pagano di benvenuto. Il bonus di benvenuto è la cosa più visibile e la meno informativa di un bookmaker: si legge in tre secondi, si consuma in una settimana, e non dice nulla su come verrà gestito un prelievo a marzo.
Il secondo criterio è la larghezza del palinsesto. Non quanti eventi, che è una cifra che ogni operatore gonfia a piacere, ma che tipo di cose finiscono dentro: se sotto il calcio di Serie A c'è vita, se il basket europeo esiste, se c'è un'ippica decente, se la sezione dei virtuali è curata o è un ripiego. Un bookmaker con mille eventi al giorno e tre mercati per partita vale meno di uno con trecento eventi e venti mercati su ognuno.
Il terzo è la faccia del prodotto mobile, perché è lì che passa la stragrande maggioranza delle giocate. Un'app che si apre con impronta digitale e una schedina che si compila in due tocchi battono un sito desktop con più funzioni e un login da digitare ogni volta.
Il quarto criterio è il più noioso e il più utile: quante condizioni bisogna leggere prima di sapere quanto vale davvero quello che ti hanno offerto. I requisiti di puntata, le quote minime, i termini di scadenza. Quando un'offerta si spiega in una riga, è un'offerta piccola. Quando ne servono quattro, di solito è una promozione che conviene solo a chi gioca grosso.
La tabella di confronto: concessione e cosa dicono i termini
La tabella sotto raccoglie due cose che non si trovano nello stesso posto da nessun'altra parte: il numero di concessione con il concessionario che lo detiene, e quello che i termini e le condizioni dell'operatore dichiarano sul soggetto di questa pagina. Il concessionario, quasi mai, è la marca che vedi in pubblicità. Eurobet Italia S.r.l. gestisce anche Bwin e Gioco Digitale; Azzurri Limited compare su due insegne diverse. La concessione è attribuita al sito, non alla società, ed è per questo che la lettura giusta si fa riga per riga.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell'operatore |
|---|---|---|
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | L'app copre i principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | App con accesso al conto tramite Touch ID e piazzamento delle giocate da mobile |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe, con oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Apertura del conto con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con OTP; in registrazione si impostano limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
La colonna centrale è quella che sposta le cose. In Italia il numero di concessione non è un bollino appiccicato a un logo: è il riferimento che l'operatore stesso pubblica nei propri termini, e senza quello non c'è modo, per un lettore, di distinguere un bookmaker autorizzato da un sito che ha semplicemente copiato i colori di uno autorizzato.
Quello che la tabella non dice, e che nessuna tabella di questo tipo può dire, è quali giochi quel numero copre. L'elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto sulle scommesse sportive, sul poker e sui giochi di abilità, sui giochi di tipo casinò, sul betting exchange e sul bingo. Trovare un nome su quell'elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito dell'operatore, con il suo palinsesto e la sua schedina. Diverse insegne di questa lista nascono come casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo: la verifica che conta è aprire la sezione sportiva e controllare che ci sia, non fidarsi del marchio.
La colonna di destra è, per scelta, una fotografia di quello che l'operatore dichiara. Un'app che elenca venti tipologie di sport è un'informazione sull'ampiezza del prodotto, non sulla qualità delle quote. E nessuno di questi dati ti dice quanto paghi di margine su un mercato specifico: quel numero si ricava solo dai prezzi, e i prezzi cambiano ogni giorno.
Il bonus di benvenuto e quello che non ti dicono
Il «bonus di benvenuto» è il termine con cui gli operatori chiamano la promozione di apertura, e la parola «bonus» fa un lavoro psicologico preciso: suggerisce qualcosa di regalato. Non è regalato. È un credito legato a condizioni, e le condizioni sono la parte che costa.
La cosa da sapere, e che sorprende molti lettori, è che in Italia non esiste un tetto di legge né all'importo del bonus né ai requisiti di puntata. Non c'è un numero scritto in una norma che dica «massimo trenta volte il bonus». Vuol dire che importi, rigioco e quote minime vengono dai termini e condizioni di ciascun operatore, uno per uno, e che due offerte apparentemente identiche possono costare il doppio l'una dell'altra. Le uniche regole rigide arrivano da un altro lato: l'articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 impone ai concessionari gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita, i limiti sugli importi depositati e i messaggi automatici su durata e spesa del gioco. Quelle sono obbligatorie per chi ha la concessione. Il bonus no.
Un esempio pratico. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita 10 € di Bonus Sport a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale il bonus di verifica è di 5 € e arriva dopo l'invio dei documenti entro 96 ore. Due strade, due importi diversi, e la differenza la fa il metodo di identificazione, non la generosità. Chi apre il conto senza SPID aspetta i documenti e prende la metà.
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, non tocca l'esistenza del bonus. Tocca la sua pubblicità, e in modo totale: come ricorda l'ADM, è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet incluso. AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Da qui una conseguenza concreta per chi cerca un confronto: le informazioni sulle promozioni non le trovi in giro per il web, le trovi nei termini e condizioni dell'operatore, che è l'unico posto dove possono stare.
E qui arriva il conto che nessun banner mette in evidenza. Un bonus con requisito di rigioco non è denaro: è un obbligo di puntare, e ogni puntata lascia al bookmaker il suo margine. Il margine è la parte che il bookmaker trattiene di ogni unità giocata su un mercato, e si legge dai prezzi: su un mercato a due esiti quotati 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non una quota di nessun operatore — la somma di 1/1,90 e 1/1,90 dà 1,0526 circa, quindi la quota di ritorno è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Il margine è quello che il bookmaker trattiene, non quello che vinci tu: la puntata vinta ti torna a 1,90 volte lo stake, ma il prezzo è già costruito perché, sul lungo periodo e su tante giocate, il bookmaker resti in attivo.
Questo è il metro con cui giudicare il rigioco. Se il bonus è di 20 € e il requisito di puntata è cinque volte l'importo del bonus, il turnover richiesto è di 100 €. Non è una cifra enorme. Ma se contemporaneamente c'è una quota minima, ogni puntata sotto quella soglia non conta, e chi gioca abitualmente a quote basse perde tempo. Il punto non è che i bonus siano truffe: è che un bonus si giudica dal turnover e dalla quota minima insieme, e nessuno dei due numeri compare nel messaggio promozionale.
I fondamenti: che cos'è davvero un sito «non AAMS»
Concessione, non licenza: la parola che cambia tutto
La parola «licenza» viene da fuori. In Italia il termine esatto è «concessione», e la differenza non è linguistica. Una licenza si concede a chi rispetta dei requisiti; una concessione si assegna con una gara pubblica, e nel gioco a distanza questo significa che il numero di operatori autorizzati è chiuso per costruzione. Non si entra nel mercato italiano pagando una tassa d'ingresso e aprendo un sito. Si entra vincendo un bando.

Il quadro attuale viene dal D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, il provvedimento di riordino del settore dei giochi pubblici a distanza. L'articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l'ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Il comma 3 fissa la durata: fino a nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette fra i requisiti una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l'impegno a rispettare i limiti di deposito che l'ADM stabilisce nel bando. E gli articoli 4, comma 3 e 5, comma 3 stabilizzano la partita: le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.
Il valore pratico di quelle tre righe è questo: il numero che leggi nei termini di un concessionario resterà valido per anni, mentre chi gioca su un dominio estero sta affidando il proprio saldo a un'entità che non deve rispondere a nessuno in Italia, e che può cambiare ragione sociale, sede e condizioni di prelievo quando vuole.
Il sistema attuale è appena nato. La gara indetta a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codice da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Un'azienda può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Ed è sempre una concessione per sito, mai una concessione per gruppo.
Una cosa conviene dirla presto, perché in giro se ne leggono di diverse. Un nome che non compare fra quelle 52 righe non è automaticamente un sito illegale, e un nome che compare non è un marchio raccomandato da nessuno: le concessioni sono assegnate per procedura, non per merito. Alla data del 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano fra le 52 righe.
Il meccanismo del blocco: dal DNS alla pagina di avviso
Il blocco esiste da molto tempo. L'ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. La base normativa attuale è più recente: l'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. E quel comma non si limita a dire che i siti vanno bloccati: impone a chi fornisce connessioni internet di consultare costantemente l'elenco dei siti inibiti.
Come funziona, in pratica. L'ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina di avvertenza, che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere gioco in Italia. Fino a poco tempo fa il reindirizzamento passava da un indirizzo IP statico, 217.175.53.72. Dall'aprile 2026 i siti inibiti vengono mandati su sito-inibito-giochi.adm.gov.it, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L'ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il meccanismo tecnico spiega perché la parola d'ordine, in rete, è «oscurati». Il blocco opera a livello di DNS: il provider traduce il nome del sito in un indirizzo e, se il nome è nella lista, la traduzione non avviene. Non è un muro. È una deviazione, e nella pratica significa che qualche provider è più lento di altri ad aggiornare la lista, e che i mirror — domini nuovi con la stessa interfaccia — rispuntano nel giro di ore. Un ordine del 2025, come riportato dalla stampa di settore, aveva portato il totale a 11.481 domini inibiti; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta.
Da qui una considerazione che vale più di molte promesse. Se un sito estero è raggiungibile, non è perché sia autorizzato: è perché il blocco non è ancora passato, o perché qualcuno ha aperto un indirizzo nuovo la settimana prima. La raggiungibilità non è una prova di legittimità. È il contrario: è la misura di quanto poco duri la comodità di un dominio che non ha un numero di concessione da esibire.
Chi paga davvero il conto del blocco
Le sanzioni da 30.000 a 180.000 € non le paga il bookmaker estero, e non le paga il giocatore. Le paga chi sta in mezzo.
L'articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 prevede che fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Lo stesso articolo dispone che l'ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l'elenco dei siti legali legati ai concessionari e l'elenco dei siti di cui è inibito l'accesso, entrambi pubblici. E prevede un regolamento, da adottare d'intesa con la Banca d'Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non risulta confermata.
Quel comma è la ragione per cui il tema dei pagamenti è più delicato di quanto sembri. Se la direzione è quella di chiudere i canali di pagamento verso gli operatori privi di concessione, chi tiene un saldo su un dominio estero sta gestendo una posizione che dipende da un passaggio che l'ordinamento vuole chiudere. Su un concessionario, i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — sono previsti dall'articolo 13 dello stesso decreto: sono iscritti in un registro ADM, ricaricano il conto solo su richiesta dell'intestatario, dopo identificazione, con gli strumenti già dati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l'iscrizione al registro costa 100 € l'anno.
Vale la pena leggere quella lista due volte, perché dice una cosa che nessun banner dice: sul canale autorizzato, il denaro può entrare ma non può uscire, e la ricarica al tabaccaio è dimensionata su un tetto settimanale basso. Chi scommette somme serie non usa il tabaccaio; usa la carta, PostePay, Satispay, il bonifico, PayPal, Skrill, Neteller. Quelle sono le strade che le pagine di confronto mostrano sugli operatori con concessione, e l'elenco preciso di ognuno sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono un terreno non definito, e nessuna norma che nomini canali di pagamento approvati risulta esistere.
Cosa copre e cosa non copre un palinsesto approvato
Il palinsesto è la parola tecnica per la programmazione degli eventi e dei tipi di scommessa. L'articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di gioco preparato dal concessionario e approvato dall'ADM. E aggiunge la regola che conta: si può prendere una giocata solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. L'ADM autorizza gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore.
Cosa significhi per il lettore è semplice. La profondità di un bookmaker autorizzato non è una scelta arbitraria del bookmaker: è il risultato di un'approvazione. Quando un operatore estero pubblica il campionato di un paese esotico alle tre di notte, non sta battendo un concessionario sulla competenza. Sta operando fuori da un perimetro, e quel perimetro è esattamente la cosa che, quando c'è un problema, ti dà un posto dove andare a chiedere.
Il palinsesto contiene anche i «giochi di ippica nazionale», che nella legge sono una cosa separata dalle scommesse sulle corse dei cavalli: l'articolo 6, comma 1, lettera c) li elenca come gioco a sé, e l'articolo 2, lettera h) li descrive come giocate di tipo totalizzatore — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté. Servono una concessione propria. Se un marchio online li offra non è dato sapere: la voce «Ippica» che trovi sui siti non distingue fra le due cose.
Il betting exchange è un altro caso a parte, ed è quello che più somiglia a un sito estero pur essendo perfettamente autorizzato. L'articolo 6, comma 1, lettera e) lo permette come gioco separato, e l'articolo 2, lettera u) lo descrive: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Non è il bookmaker che prende l'altro lato della tua giocata, quindi non c'è un margine incorporato nel prezzo nello stesso senso. Al posto del margine c'è una commissione. La documentazione di Betfair viene descritta come contenente regole ulteriori per i conti sull'exchange italiano, fra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è un'informazione che non si trova; Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028.
La normativa: cosa rischia chi gioca fuori dalla concessione
La regola del 1989 che arriva al giocatore: l'articolo 4 della legge 401
Questa è la parte che nessun confronto mette mai in cima, e dovrebbe stare in cima.
La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l'arresto fino a tre mesi e un'ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all'estero. Fin qui si tratta di una norma contro chi vende. La parte che riguarda il lettore è la seconda: come l'ADM stesso ha dichiarato il 28 febbraio 2024, anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Nella citazione c'è un dettaglio da non perdere: la legge 401 parla di «gioco, scommesse e lotterie accettate all'Estero», e l'ADM aggiunge la frase sul partecipante. Non è un'interpretazione di un commentatore. È la posizione dell'autorità che vigila sul settore, scritta in un comunicato.
Due cose che non si sanno, e vanno dette perché il lettore non si costruisca un'aspettativa sbagliata. L'importo in euro dell'ammenda non è indicato. E non si hanno notizie di procedimenti effettivamente avviati contro un giocatore. Il quadro è questo: una norma che l'autorità dichiara applicabile al singolo, senza un numero e senza un precedente pubblico. Chi legge può trarne la conclusione che preferisce sul piano della probabilità. Sul piano del rischio, il fatto che una condotta sia sanzionabile per legge resta, indipendentemente da quanto spesso venga sanzionata.
Per gli operatori la norma è più articolata: l'articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando la scommessa è accettata all'estero. Cioè: il fatto che il server stia altrove non sposta nulla.
Le conseguenze non finiscono sul gestore. L'ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È il motivo per cui su questo genere di siti non trovi pubblicità televisiva: non è discrezione, è divieto.
Perché una licenza di Curaçao non vale nulla a Roma
Una licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — non ha alcun valore in Italia. Non è una formalità mancante: è l'assenza totale del titolo che serve. Chi la esibisce nel footer del proprio sito sta mostrando che il proprio gioco è regolato da qualcun altro, in un altro ordinamento, con altre regole e altro foro competente.
Vale la pena essere precisi su cosa manca, perché è una lista, non un aggettivo. Su un concessionario italiano hai: l'iscrizione al Registro Unico degli Autoesclusi, che ti segue su tutte le piattaforme autorizzate; la vigilanza dell'ADM sul conto e sul palinsesto; gli strumenti obbligatori di auto-limitazione previsti dall'articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024; un foro italiano se il prelievo non arriva. Su un sito con licenza Curaçao non hai nessuna di queste quattro cose. La quarta, in particolare, è quella che si scopre tardi: quando discuti di un prelievo con un'assistenza che risponde in inglese e ti rimanda a una clausola della loro giurisdizione, non c'è un'autorità italiana a cui appellarsi.
E poi ci sono le conseguenze sul giocatore di cui si parla poco. Il diritto di recesso e le tutele del consumatore, per esempio: su un rapporto regolato da un ordinamento estero, la protezione che ti aspetti vale quanto quella che quel paese concede, non quanto quella italiana. Sul prelievo, la trafila documentale che un concessionario deve seguire è verificabile; su un dominio estero no.
Il punto, secco: il «mercato non AAMS» non è un mercato parallelo con regole proprie. È un insieme di offerte che in Italia non hanno titolo per esistere.
Quando il pagamento non passa: l'articolo 22 e i canali di pagamento
Dei prestatori di servizi di pagamento questa pagina ha già detto la parte normativa parlando dei costi del blocco. Qui conviene guardare la stessa cosa dal lato del lettore.
La prima cosa da capire è che l'inibizione non richiede il consenso di nessuno. L'ADM mantiene l'elenco dei siti legali e l'elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici, e i fornitori di connessione hanno l'obbligo di consultare costantemente il secondo. Non c'è un preavviso al giocatore, non c'è una comunicazione dell'operatore, non c'è un termine per spostare il saldo. Il giorno che il dominio entra nell'elenco, l'indirizzo che avevi nei preferiti smette di rispondere e comincia a rimandare a una pagina di avvertenza dell'Agenzia.
Da lì in avanti si aprono tre scenari, e nessuno è comodo. Nel primo il sito è ancora raggiungibile da un altro provider che non ha aggiornato la lista, e il giocatore continua per qualche giorno come se nulla fosse, in una zona grigia che non ha nessun senso considerare sicura. Nel secondo compare un mirror con un indirizzo nuovo, e il conto vecchio resta dov'era. Nel terzo il blocco è penetrato, e con esso iniziano i problemi di prelievo, perché ogni passaggio successivo deve attraversare una filiera che l'ordinamento vuole chiudere.
C'è anche una questione di identificazione che vale la pena anticipare, perché tocca la fase più banale: l'apertura del conto e la validazione. Un conto di gioco richiede l'identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento e la registrazione tramite SPID; Goldbet la offre anche tramite CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Il trenta giorni non è una clausola punitiva: è il modo in cui il sistema verifica che chi gioca sia chi dice di essere. Un sito estero che apre un conto in tre minuti senza documento sta facendo esattamente il contrario, e lo fa per un motivo semplice — l'identificazione costa, e su quel mercato non è obbligatoria.
Le caratteristiche dell'offerta non autorizzata, una per una
Riunire i tratti in un elenco serve a una cosa sola: evitare che il lettore valuti queste piattaforme su una sola dimensione, che è la quota. La quota sul singolo evento è la cosa meno caratterizzante di un bookmaker, perché è anche la più facile da replicare.
L'insegna esterofila. Il dominio finisce in .com e la valuta predefinita spesso non è l'euro. Non è un caso: sono siti pensati per più paesi contemporaneamente, e l'Italia è uno dei mercati a cui si rivolgono, non quello per cui sono costruiti.
L'assistenza senza un foro italiano. Le risposte arrivano in inglese, i tempi di risposta non sono vincolati da nessuna autorità e la lamentela non ha un posto dove andare se non la giurisdizione di origine.
Il conto senza documento. L'apertura non passa da SPID, da CIE o da una copia del documento. È comodo. È anche il motivo per cui su quel conto non esiste nessuna garanzia sull'età, sull'identità o sulla titolarità del saldo.
Nessun aggancio all'autoesclusione. Il RUA esiste per bloccare il gioco su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui l'autoesclusione è stata chiesta. Un sito senza concessione non è collegato al registro. Chi si è autoescluso e gioca lì sta giocando fuori dalla propria stessa decisione, e nessuno glielo impedisce.
Nessun limite imposto. Non ci sono gli auto-limiti dell'articolo 15 né il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione su un concessionario. Non è un'assenza neutra: è la rimozione dell'unico freno strutturale del sistema italiano.
Assenza di tutele fiscali e consumeristiche. Il trattamento fiscale delle vincite cambia radicalmente, e non nel senso che immagina chi pensa che fuori si paghi meno.
Il messaggio, se c'è, è la quota. Il marketing di queste piattaforme è tarato sul prezzo, e il prezzo è la variabile che l'ordinamento italiano non gli lascia controllare a piacere, ma che sul mercato estero non ha nessun vincolo di trasparenza.
La tassa che nessuno mette nel preventivo: risoluzione 141/E
Qui il conto cambia segno, e in modo netto.
Su un concessionario ADM, le vincite pagate al giocatore non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: l'imposta unica è versata dall'operatore, e il giocatore riceve la somma netta. Questa è la ricostruzione che la stampa di settore riporta nel 2024 e nel 2026 con la formula «tassate alla fonte». Attenzione al grado di certezza: è una dichiarazione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell'amministrazione finanziaria. Chi ha una posizione rilevante la faccia verificare da un commercialista.
L'imposta unica, per la cronaca, è quella introdotta dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull'ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell'importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Sul fronte estero la musica è diversa, e la differenza la fa una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate: la n. 141/E del 30 dicembre 2010. L'Agenzia tratta le vincite online come «redditi diversi», ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, e la regola vale anche per i siti registrati o ospitati all'estero. La tassazione avviene secondo l'articolo 69 del TUIR, sull'intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L'aliquota IRPEF applicata non è indicata, e l'intera questione va letta come un'indicazione dell'Agenzia e non come consulenza fiscale.
Il punto pratico, per chi ha giocato fuori e ha vinto, è che la posizione va dichiarata come reddito diverso secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate; e che non è consulenza fiscale. Qui conviene fermarsi un momento sull'asimmetria, perché è la più grande di tutta la pagina: sul canale autorizzato l'imposta è dentro il prezzo e non ti riguarda; sul canale estero diventa un tuo adempimento, da fare su un importo lordo. Chi cerca un sito «non AAMS» per risparmiare, nella maggior parte dei casi non ha mai messo in conto questa voce.
Come si verifica una concessione in cinque minuti
La verifica non richiede competenze. Richiede metodo, e cinque minuti.
Si parte dall'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell'ADM, che è pubblico e aggiornato: 52 righe al 25 ottobre 2026, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Si cerca il nome, e si guarda a che riga corrisponde.
Poi si legge il numero e la società. Qui sta il tranello più frequente: il concessionario quasi mai coincide con l'insegna. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited. Se cerchi il marchio commerciale su un elenco di società, non lo trovi, e la conclusione sbagliata è dietro l'angolo.
Poi si controlla il sito. La concessione è per sito: un operatore autorizzato su un .it non è autorizzato su un .com gemello, e il gemello è un'altra cosa con un altro nome. L'operatore che ha la concessione la dichiara nei propri termini e condizioni, con numero e società.
Poi si abbina il gioco. L'elenco non ha una colonna per i giochi, quindi il nome sull'elenco non dimostra che l'offerta comprenda le scommesse sportive. Si apre la sezione sportiva e si guarda il palinsesto.
E infine si controlla l'elenco dei siti inibiti, l'altro elenco pubblico, aggiornato al 13 ottobre 2026: se il dominio che stai per usare compare lì, la partita è chiusa.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che un concessionario ti mette in mano
Autoesclusione e RUA: una decisione che segue il giocatore
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e fa una cosa sola, ma la fa bene: l'autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme autorizzate, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Se chiedi l'autoesclusione su uno dei dieci operatori di questa lista, la ottieni su tutti e dieci. E non solo online: il blocco riguarda anche le sale fisiche.

La durata è la parte che cambia e che molti lettori non hanno aggiornata. Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi ha in mente il vecchio schema a tre opzioni rischia di scegliere una finestra più lunga o più corta di quella che credeva di avere.
Vale la pena leggere la regola nuova con attenzione pratica. Una durata minima di 7 giorni rende l'autoesclusione utilizzabile come pausa breve, cosa che prima non era: chi ha appena perso una serata e vuole chiudere un conto per una settimana adesso può farlo senza firmare un lungo periodo. Il tetto di 270 giorni, per contro, rende la scelta più impegnativa di una pausa lunga: chi vuole fermarsi più di nove mesi deve passare dalla forma indeterminata, con revoca possibile dopo 9 mesi. È una scala, non un interruttore, e conviene sapere dove ci si mette.
Perché questo conta più di ogni altra cosa in questa pagina? Perché è l'unico strumento di tutela che un sito estero non può replicare, nemmeno volendo. Non è collegato al registro. Non c'è un pulsante che, premuto su un concessionario, spenga anche il conto estero.
Limiti di deposito, di spesa e di tempo al momento della registrazione
Gli strumenti obbligatori arrivano dall'articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, e vale la pena elencarli perché sono la spina dorsale del sistema italiano: auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all'età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall'ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Il perno, però, è quello che il giocatore sceglie da solo in registrazione: un limite di deposito settimanale o mensile. Le condizioni di Admiralbet sono, su questo, un esempio utile: in registrazione si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L'asimmetria è voluta ed è il cuore del meccanismo. Puoi stringere quando vuoi, e vale subito. Per allargare devi aspettare una settimana, e quella settimana è lì esattamente per il momento in cui decidi di allargare.
Un limite di deposito serve a te, non al bookmaker. Il bookmaker ci perde. È per questo che su un sito estero non lo trovi, e non perché lì siano più generosi.
Vale la pena dire una cosa anche sui limiti di deposito che l'ADM stabilisce nel bando: la cifra non è pubblica, quindi un lettore che vuole sapere quale tetto gli venga applicato deve leggere il contratto e la scheda del proprio conto. La regola che si conosce è il meccanismo — il concessionario lo fissa in base all'età e al comportamento, dentro protocolli approvati dall'Agenzia — non il numero.
Il segnale, gli avvisi e il Telefono Verde 800 55 88 22
La tutela non è solo un blocco. È anche una serie di segnali che il sistema ti mette davanti mentre giochi.
I messaggi automatici su durata e spesa sono obbligatori e sono pensati per fare una cosa scomoda: interrompere la continuità. Un avviso che ti dice che sei connesso da tre ore non aggiunge nulla che tu non sappia. Serve a ricordarti che stavi facendo altro. Sul prodotto mobile lo strumento ha un ruolo in più, perché il gioco dal telefono è quello che si mescola più facilmente al resto della giornata. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365, per esempio, comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22.
Quel numero conviene scriverlo una volta e non pensarci più. È gratuito, è nazionale, e serve esattamente al caso in cui il problema non sia un prelievo bloccato.
C'è poi il capitolo dell'informazione obbligatoria, che è la parte di sistema che nessuno nota. L'articolo 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l'anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Non è pubblicità: è il contrario della pubblicità. Un concessionario non può dirti che il suo bonus è il migliore, ma può dirti come si fissa un limite. È un rovescio utile del Decreto Dignità, e spiega perché i messaggi di gioco responsabile sui siti autorizzati siano così presenti: qualcuno è obbligato a scriverli.
Quando il freno lo decide qualcun altro: autoesclusione e limiti in pratica
Un limite di deposito non è un numero che si sceglie una volta e si dimentica. È una decisione che funziona solo se viene presa prima, non nel momento in cui serve.
Chi gioca 20 € a settimana e imposta un limite di 20 € sta fissando una cifra che non gli darà mai fastidio e che non gli servirà mai. Chi gioca 200 € e imposta un limite di 200 € ha fissato un tetto che non è un freno, perché coincide con la sua abitudine. Il limite utile è quello più basso di cui si ha bisogno, ed è per questo che il legislatore ha previsto l'abbassamento immediato e il rialzo differito: la versione lucida di te vuole poter stringere il conto, e la versione del venerdì sera non deve poterlo allargare in due minuti.
L'autoesclusione invece non è una misura di contenimento: è un'interruzione, e va trattata come tale. La forma indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi è pensata per chi non vuole più giocare e non per chi vuole smettere per una settimana; la finestra breve da 7 giorni è nata per il secondo caso. Scegliere la forma lunga quando ne bastava una corta non è prudenza, è la rinuncia a una scala graduata che adesso esiste.
E c'è un terzo livello che quasi nessuno considera, ed è quello del prodotto. L'articolo 15, comma 1, lettera e) parla di strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto. Significa che si può chiudere una parte del conto e non tutto. Una persona a cui il casinò crea problemi e che vuole continuare a giocare una schedina il sabato ha uno strumento per farlo, e non deve scegliere fra tutto e niente.
La tutela, in questa materia, non è un numero di telefono scritto in fondo alla pagina. È la disponibilità di una scala.
Dove la tutela finisce, e perché è esattamente il bordo della concessione
Arrivati a questo punto conviene dire la cosa più scomoda di tutta la sezione, e dirla in modo diretto.
Tutto quello che è stato descritto finora — RUA, auto-limiti, avvisi automatici, limiti di deposito, canale di contatto, Telefono Verde — esiste perché un'autorità italiana lo impone a chi ha una concessione italiana. Applicare queste regole a un sito estero non è una questione di buona volontà dell'operatore: è una questione di giurisdizione, e la giurisdizione finisce insieme alla concessione.
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, e quindi un giocatore autoescluso che vi acceda non è protetto da nulla: la sua decisione resta registrata in un sistema che quel sito non consulta. Non applica gli auto-limiti dell'articolo 15. Non gli manda messaggi automatici sulla durata della sessione, perché nessuno glielo chiede. E il limite di deposito che il giocatore ha scelto in registrazione presso un concessionario non ha alcun effetto su un conto aperto altrove.
Il bordo di tutto l'impianto di tutela coincide con il bordo della concessione. Non c'è un pezzo che si estende oltre. Questo non è un argomento morale contro chi gioca all'estero: è una descrizione di dove arrivano le regole, e serve a chiarire che «giocare fuori» non significa giocare con meno controlli per scelta propria. Significa giocare in un posto dove i controlli non ci sono per nessuno.
Gli operatori con concessione ADM, uno per uno
StarCasinò: l'insegna che si è comprata un bookmaker
StarCasinò è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, sul proprio sito .it. Il nome dice la verità sul prodotto: questa è un'insegna nata sul casinò, che ha aggiunto lo sport. La sua app per dispositivi mobili permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Qui sta il punto che conta, e non è un difetto: chi arriva da StarCasinò arriva dal casinò. La struttura dell'app lo riflette, con le slot in evidenza e la sezione sportiva accanto, e chi cerca un bookmaker puro dove la schedina sia il centro dell'esperienza troverà l'ordine dei menu leggermente diverso da quello che si aspetta.
Per un lettore a cui la parte sportiva interessa poco e che vuole un conto unico per slot e qualche giocata sul calcio, la combinazione funziona e la concessione è la stessa degli altri. Per chi confronta solo la profondità dei mercati, questo non è il primo indirizzo a cui guardare.
Sisal: la diretta streaming e il conto che si apre con un dito
Sisal è Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, sul proprio sito .it. Ha l'offerta più quantificata di questa lista: la sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La stessa app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
La parte che vale il tempo del lettore è la diretta. Lo streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket è la cosa che nessun sito senza concessione può offrire con la stessa legittimità, e per chi gioca live cambia il modo di giocare: vedere l'evento mentre il mercato si muove è un'informazione, non un ornamento.
Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l'evento finisca. Il Cash Out è lo strumento che più spesso viene presentato come una comodità e che in realtà è un secondo prezzo pagato al bookmaker: chiudere prima significa accettare la valutazione che il bookmaker dà della tua giocata in quel momento, che include il suo margine. Utile, non gratuito.
La profondità del prodotto live, con diretta e mercati su tiri e cartellini, resta il motivo per preferirlo su questa lista.
Betsson: la profondità dei mercati prima del resto
Betsson è Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027, sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Questa è la scheda del catalogo. La combinazione di 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo su migliaia di eventi dice che l'operatore punta sull'ampiezza dei mercati per singolo incontro più che su uno sport in particolare, e per un giocatore che costruisce le proprie giocate sulla combinazione di due o tre mercati dello stesso evento è esattamente quello che serve. La combo, in particolare, è la funzione che rende visibile la differenza fra un bookmaker che ha i mercati e uno che li ha collegati fra loro.
Il rovescio: chi cerca la diretta streaming o un prodotto specifico su un solo sport non trova qui la stessa specializzazione. La profondità è orizzontale, non verticale.
Per chi gioca multiple costruite a mano, mercato per mercato, questa è tra le schede più solide dei dieci.
SNAI: dove l'app è ancora più forte del sito
SNAI è Snaitech Spa, concessione ADM n. 16032, sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero dei goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell'evento.
Il dettaglio che distingue questa scheda è il risultato esatto con i mercati derivati. Le giocate su tiri in porta, cartellini e rigori sono mercati «secondari» nel senso tecnico del termine, e sono anche quelli dove il margine del bookmaker è più alto, perché la stima è più difficile e il volume più basso. Un lettore che passa molto tempo su questi mercati sta pagando un prezzo più caro di quello che paga sul 1X2, e SNAI è la scheda della lista che li mette più in evidenza.
Il sistema, oltre a singole e multiple, è la terza modalità che pochi operatori mantengono in evidenza. Per chi lo usa abitualmente, questa è una ragione concreta per guardare qui.
Eurobet: il palinsesto che comprende anche le elezioni
Eurobet è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, sul proprio sito .it. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni incluse.
Questo è il palinsesto più strano e più interessante della lista. Le scommesse su elezioni ed eventi di spettacolo non sono un vezzo: sono la prova che il catalogo è approvato evento per evento dall'ADM, perché ogni voce che compare lì ha passato un passaggio autorizzativo. Per un lettore che cerca qualcosa oltre il calcio, Eurobet è l'indirizzo con la maggiore varietà dichiarata.
La contropartita è che l'ampiezza non garantisce la profondità su nessuno sport in particolare. E va ricordato che Eurobet Italia gestisce anche Bwin e Gioco Digitale: tre insegne, un'unica struttura, tre concessioni distinte.
bet365: il partner UEFA e la scheda che arriva prima degli altri
bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030, sul proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Ci sono due cose da notare. La prima è la combinazione fra il presidio del calcio europeo e l'ippica, che è una convivenza meno ovvia di quanto sembri: sono due mondi con pubblici diversi e orari diversi, e un bookmaker che tiene in piedi entrambi di solito significa un'infrastruttura seria sull'offerta a quota fissa.
La seconda è la tempistica. L'ADM ha autorizzato la Setka Cup a settembre 2026, e la stampa di settore indica bet365 come primo partner dell'operazione. Non è una medaglia: è un segnale di chi si muove per primo quando il palinsesto si allarga. Vale anche per gli strumenti di tutela, che su questa scheda sono elencati con una completezza inconsueta: l'operatore indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22. In una lista in cui diversi operatori sono sintetici su questo punto, la differenza si nota.
Goldbet: la registrazione che passa dal CIE
Goldbet è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy, concessione ADM n. 16009, sul proprio sito .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
Sul piano dell'identificazione questa è la scheda più attrezzata: fra i metodi accettati compare anche il CIE attraverso un fornitore SPID, oltre a SPID stesso. Sembra una nota tecnica, e invece ha un effetto pratico su due fronti. Il primo è la validazione del conto entro 30 giorni: chi si identifica digitalmente la chiude subito. Il secondo è il ritiro: un conto identificato senza passaggi manuali è un conto su cui il prelievo si sblocca prima.
Il rovescio della medaglia è il nome. Goldbet Better Organization Italy è una delle ragioni sociali che più facilmente sfuggono a chi cerca il marchio su un elenco di concessionari, e Lottomatica fa parte della stessa struttura. Chi controlla la concessione partendo dal nome commerciale, su Goldbet sbaglia più che altrove.
Per un lettore che odia la trafila dei documenti, questo è il punto di partenza della lista.
Planetwin365: la copertura dei campionati minori
Planetwin365 è Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, sul proprio sito .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La presenza della Serie C nella lista è il dettaglio che vale la pena cogliere. Non è una voce di prestigio: è un costo. Un bookmaker che apre i mercati sulla terza serie italiana sta comprando un palinsesto che nessuno pubblicizza, e lo fa perché c'è qualcuno che lo usa. Per il lettore che segue il calcio minore, questo restringe la scelta in modo netto, perché è una copertura che pochi mantengono con questa regolarità.
Il resto della scheda è solido e poco sorprendente: oltre venti tipologie di sport, risultati in diretta, le coppe europee complete. È una piattaforma da campionato, non da evento singolo.
AdmiralBet: il conto che dichiara il documento richiesto
AdmiralBet è Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, sul proprio sito .it. Questa è la scheda con i termini più espliciti della lista, e vale la pena leggerla per intero.
Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione l'operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
L'autoesclusione è disciplinata con la stessa precisione: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. E la stessa fonte chiarisce un punto che molti giocatori non sanno: l'autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta.
Qui l'asimmetria dei limiti è la cosa più utile della scheda. Poter abbassare un tetto di ricarica in un istante e dover aspettare sette giorni per alzarlo non è una regola neutra: è il momento in cui il sistema decide chi comanda nella gestione del tuo conto. Su questa scheda, più che sulle altre, il freno è scritto in chiaro.
BetFlag: SPID e CIE accanto al modulo classico
BetFlag è Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008, sul proprio sito .it, e chiude questa lista con la scheda più lineare sul fronte dell'identificazione. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Due metodi digitali più il modulo tradizionale è la configurazione che serve a due tipi di lettore diversi: chi ha SPID o CIE e vuole chiudere la validazione in un minuto, e chi preferisce il modulo e accetta di mandare i documenti. Il limite dei 18 anni non è una nota di colore: l'articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori fra i principi del sistema, e le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco.
Sul prodotto sportivo la scheda è la più essenziale delle dieci, e questo va detto. Chi cerca un'offerta molto verticale su un singolo sport andrà a guardare altrove nella lista. Chi invece valuta soprattutto la fluidità della fase di apertura del conto trova qui una delle poche schede che nomina esplicitamente tre metodi di identificazione, senza demandare al lettore la scoperta.
Quanto costa far girare 100 € su un mercato a due esiti
Il modo migliore per capire cosa costa un'offerta è prendere una cifra piccola e farci i conti sopra, con assunzioni dichiarate.
L'esempio: 100 € di puntate in una settimana, piazzate una volta sola, su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Non è la quota di nessun operatore: è un esempio illustrativo, scelto perché su quei prezzi il conto è facile e la conclusione non dipende da uno spicchio di centesimo. Il limite di 100 € non è una cifra casuale nemmeno da un altro punto di vista: è l'ordine di grandezza del limite di deposito settimanale che un giocatore sceglie in registrazione su un concessionario, quindi è il tetto sotto il quale molti lettori di questa pagina si muovono davvero.
Mettiamo in fila i numeri. La quota di ritorno di un mercato si ottiene come 1 diviso la somma dei reciproci delle quote di tutti gli esiti. Su 1,90 e 1,90 la somma dei reciproci è 1,0526 circa, la quota di ritorno è intorno al 95 % e il margine del bookmaker è intorno al 5 %. Con 100 € di puntate su quel mercato in una settimana, il costo atteso — turnover moltiplicato per il margine — sta fra 4 e 5 € a settimana. Su quattro settimane si arriva a un ordine di 16-20 €: su un turnover di 400 € al mese, cioè, la parte che resta al bookmaker è all'incirca quella di una settimana di giocate.
Qualche precisazione, perché una cifra presa da sola dice meno di quello che sembra. Il 5 % è una stima dell'ordine di grandezza per un mercato a due esiti con questa forchetta di prezzo, non una misura esatta: il valore preciso dipende da come è scritta la quota, ed è per questo che il risultato va letto come una fascia e non come un numero. La quota di ritorno e il margine sono la stessa cosa vista da due lati — intorno al 95 % torna ai giocatori, intorno al 5 % resta al bookmaker — e i due valori sommano a 100 %. E il costo atteso è una media su tante giocate nelle condizioni descritte, non una previsione su una singola settimana: in una settimana puoi chiudere in attivo, e la media non lo nega, lo assorbe.
Il punto vero dell'esempio sta nel confronto, non nella cifra. Lo stesso margine si applica anche alle puntate che fai per liberare un bonus, e lì il conto cambia di scala, perché il turnover non è più quello che avresti giocato comunque: è quello che il requisito ti impone. Se il requisito è di cinque volte l'importo del bonus su un bonus da 20 €, il turnover richiesto diventa 100 €, e il costo atteso di quelle giocate — sempre con il margine intorno al 5 % del mercato di esempio — sta fra 4 e 5 €. Su un bonus da 20 €, insomma, liberare il credito costa all'incirca un quarto di quello che il credito vale. Le puntate sotto la quota minima non contano, quindi chi gioca basso paga questo costo più lentamente di chi gioca alto, ma non lo evita.
E il conto che nessun banner fa mai vedere è quello del caso peggiore. Se il bonus va liberato e le giocate non rendono nulla, il costo atteso resta quello: fra 4 e 5 € su un turnover di 100 €. Non è una catastrofe, ed è esattamente per questo che l'esempio serve: il costo di un'offerta non è mai nel momento in cui la prendi. È nella settimana in cui giochi per lei.
Domande frequenti su chi scommette senza concessione ADM
Un sito di scommesse privo di concessione ADM che rischi fa correre a chi ci gioca?
Il rischio principale non è perdere i soldi sul conto, è la posizione della legge. La legge 401/1989 prevede l'arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari: è l'ADM stesso a dirlo, nel comunicato del 28 febbraio 2024. Servono comunque due precisazioni: l'importo in euro dell'ammenda non è indicato e non risultano procedimenti noti contro un semplice giocatore.
Come faccio a controllare se un bookmaker ha la concessione ADM?
Si parte dall'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, sul sito dell'ADM: 52 righe al 25 ottobre 2026, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Poi si legge il numero e la società, sapendo che il concessionario raramente è la marca: Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited. Infine si verifica che il palinsesto sportivo esista davvero.
Che cos'è il RUA e in che modo funziona l'autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e registra chi chiede di essere escluso dal gioco. La richiesta si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata fatta, e riguarda anche le sale. Dal 1° febbraio 2026 le durate vanno da 7 a 270 giorni, oppure sono indeterminate con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il Decreto Dignità che cosa vieta esattamente sulla pubblicità delle scommesse?
Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, tv, radio, stampa, affissioni e internet. È l'articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, e l'AGCOM lo fa rispettare con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non sotto i 50.000 € per violazione.
Quali limiti di deposito posso impostare su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione scegli un limite di deposito settimanale o mensile; Admiralbet, per esempio, chiede anche un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni. L'articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone inoltre auto-limiti su tempo, spesa e perdita, avvisi automatici e un canale di contatto.
Le vincite ottenute sul canale senza concessione sono tassate in Italia?
Sì, e la fonte è una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate, la n. 141/E del 30 dicembre 2010: le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all'estero, tassate secondo l'articolo 69 sull'intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica niente ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. Non è consulenza fiscale.
Questo contenuto è stato creato dal team di Vincere con Metodo.
