Scommesse estere, concessione ADM e costi veri: guida 2026
Indice
Il conto arriva sempre. Non è il saldo del conto di gioco, è quello che si paga per aver scelto un bookmaker senza concessione ADM: un limite di deposito che non esiste, una tassa che tocca al giocatore dichiarare, un'indirizzo che dopo qualche settimana porta a una pagina di avviso dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Chi cerca un sito straniero lo fa quasi sempre per una ragione semplice: crede di pagare meno. Quota più alta, bonus più generoso, nessun documento da caricare. La differenza, quando la si mette accanto, non sta nel prezzo ma in chi si prende il rischio — e il rischio, su un dominio privo di autorizzazione, è del giocatore.
Prima di guardare un solo operatore, conviene capire come funziona il mercato italiano. Il gioco a distanza con vincite in denaro è riservato ai titolari di una concessione, e la concessione si assegna per sito: una società può averne più di una, e ogni concessione copre una sola piattaforma in dominio .it. L'elenco pubblico dei concessionari autorizzati è l'unico test che conta, e viene aggiornato dall'Agenzia. Un brand con licenza di Curaçao, Malta o Anjouan non ha alcun titolo per raccogliere giocate in Italia, per quanto il suo sito sia curato e la sua pagina in italiano scorrevole.
Le cifre che seguono sono verificate al 5 Novembre 2026 contro l'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contro i documenti di licenza dei singoli operatori.
La classifica: come la costruiamo e chi ci sta dentro
Nessuna posizione in una lista vale quanto una riga in un registro pubblico. Per questo l'ordine qui sotto non nasce da un punteggio né da un sondaggio, ma da ciò che l'Agenzia scrive e da ciò che gli operatori dichiarano nei propri termini: numero di concessione, società concessionaria, e quello che le condizioni contrattuali dicono della materia di questa pagina — come si identifica il titolare del conto, quali strumenti di controllo mette a disposizione, quanto costa davvero accettare un bonus.
I criteri: la concessione al primo posto, il resto dopo
Il primo filtro è binario. O un sito compare nell'elenco dei concessionari autorizzati, oppure no; non esistono mezze misure, non esistono licenze equipollenti, non esiste un periodo di tolleranza. Il numero di concessione accompagna ogni card, perché è il dato che un lettore può riscontrare da solo in trenta secondi: si apre il registro dell'Agenzia, si cerca il codice, si vede a quale indirizzo .it è associato. Chi ha voglia di controllare un operatore prima di depositare trova lì la risposta, e trovare il nome nell'elenco è tutta la verifica che serve. Ci sono anche elenchi e comparatori che non sono concessione alcuna: la presenza in una classifica commerciale non ha nessun valore legale, e la pubblicità di un brand privo di autorizzazione è essa stessa vietata.
Il secondo filtro è cosa l'operatore scrive di sé. Le condizioni contrattuali di un concessionario devono indicare la concessione e la società che la detiene, e da lì si leggono le regole pratiche della partita: entro quanto va convalidato il conto, come si alza o si abbassa un limite di spesa, quali strumenti di autoesclusione vengono offerti. Su dieci brand, questo è il terreno dove le differenze si vedono, perché la concessione è la stessa cosa per tutti mentre i termini no.
Il terzo filtro è quello che l'operatore mette nel palinsesto e come lo racconta. Qui le informazioni arrivano dai suoi listini e dalle schede delle sue applicazioni: campionati coperti, eventi live, streaming, tipologie di giocata. È materiale utile, va preso per quello che è — la vetrina che l'operatore prepara per sé — e non si trasforma mai in una previsione. Nessuno sa come finisce una partita, e una pagina che lo suggerisse farebbe perdere denaro a chi le dà retta.
La stessa disciplina vale per le cifre che questa classifica non può dare. Le quote cambiano di ora in ora, e un prezzo che un lettore trova scritto oggi su un sito può essere già vecchio domani; una quota senza la data e l'ora in cui è stata rilevata non è un'informazione, è un ricordo. I margini, che sono la parte che il bookmaker trattiene su un mercato, si misurano sullo stesso istante in cui si leggono le quote. Su questa pagina non troverai un prezzo presentato come attuale: dove serve un numero di mercato, il lettore lo legge dal proprio palinsesto al momento della giocata, che è l'unico posto dove quel numero è vero.
La panoramica dei dieci concessionari
Le colonne qui sotto non elencano pregi: elencano ciò che si può riscontrare. Oltre al marchio e alla concessione, l'ultima colonna riporta quello che le condizioni contrattuali dell'operatore stabiliscono sulla materia di questa pagina: l'identificazione all'apertura del conto e, dove le condizioni lo dicono, il limite massimo di ricarica e la sua finestra temporale.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa stabiliscono le condizioni dell'operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | registrazione classica con documento in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2; in registrazione si impostano limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | — |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | — |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | — |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | — |
La tabella dice una cosa che vale la pena leggere due volte: la concessione non è una proprietà del marchio, è una proprietà del sito. Lo si vede nella colonna centrale, dove nomi commerciali che il pubblico percepisce come concorrenti distinti fanno capo a società diverse ma allo stesso meccanismo amministrativo, e dove un'unica società può comparire su più indirizzi. Per il giocatore la conseguenza è concreta: quando cambia piattaforma, non cambia regime. Gli obblighi di identificazione, i limiti di deposito e il registro delle autoesclusioni restano gli stessi, perché discendono dalla concessione e non dal contratto del singolo brand.
Nella colonna di destra il trattino dice che le condizioni dell'operatore non aggiungono nulla su quel punto preciso: non che il limite di deposito non esista, perché quello è un obbligo di legge per chiunque abbia una concessione, ma che questa pagina non ha motivo di attribuire a quel brand una descrizione che non è la sua. Chi vuole vedere come quel singolo operatore imposta il limite di ricarica lo legge nelle sue condizioni, alla voce della registrazione. È una lettura di due minuti che vale più di qualsiasi confronto.
Sull'identificazione vale la pena soffermarsi, perché è il punto in cui l'idea di «sito senza documenti» si scontra con il mercato legale. Aprire un conto di gioco presso un concessionario richiede l'identificazione piena del titolare. Chi arriva da fuori può farlo in due modi: il caricamento di una copia di un documento valido, oppure l'accesso con SPID, che importa i dati anagrafici e non lascia spazio a intestazioni creative. Alcuni operatori mettono a disposizione anche CIE attraverso un fornitore SPID, e il gioco è comunque vietato ai minori di diciotto anni. Non è un dettaglio burocratico: un conto non identificato blocca i prelievi, e il blocco dei prelievi è il modo in cui un conto senza documenti smette di essere un conto.
Come funziona un bookmaker estero: concessione, dominio, blocco
La fondamenti della concessione: chi può raccogliere giocate in Italia
Il quadro normativo si chiama decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. Tre cose di quel testo contano per chi legge una pagina come questa.

La prima è l'elenco delle partite che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; concorsi pronostici sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Chi vince la gara può gestire una o più di queste attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l'impegno ad applicare i limiti di deposito che l'Agenzia fissa nella gara.
La seconda è che le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano con gara pubblica. Quella di settembre 2025 ha attribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L'elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un indirizzo .it. La concessione è per sito, non per azienda: la stessa società può gestirne diversi.
La terza è che il registro non dice cosa fa ogni marchio. L'elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome nell'elenco non dimostra da solo un'offerta di scommesse sportive: quella la dimostra il sito dell'operatore, con il suo palinsesto. Il «palinsesto» è, per definizione di legge, il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che l'Agenzia approva; si può accettare una giocata solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e gli eventi si aggiungono uno per uno. In settembre 2026, per esempio, è arrivata l'autorizzazione della Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
C'è poi la linea di confine esterna. Offrire gioco a giocatori in Italia senza una concessione è illegale, e la vigilanza si appoggia a due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l'accesso, tenuti dall'Agenzia con la Guardia di Finanza e Sogei. È il punto in cui la parola «estero» smette di essere una descrizione geografica e diventa una condizione giuridica.
Il meccanismo del blocco: come un dominio estero finisce oscurato
L'Agenzia blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ripete da allora una cosa sola: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Per i domini che stanno fuori da quel perimetro scatta l'inibizione, e l'inibizione ha una forma precisa: il dominio viene reindirizzato verso una pagina con un'apposita avvertenza, che segnala al visitatore che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
La base giuridica è l'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e il meccanismo coinvolge soggetti che non c'entrano nulla con le scommesse: chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l'elenco dei siti inibiti. Da aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati verso l'indirizzo dedicato dell'Agenzia al posto del vecchio indirizzo IP statico, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L'ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il blocca funziona a livello di DNS, e non tutti i fornitori di connettività si allineano con la stessa rapidità. Nella pratica l'elenco cresce di decine o centinaia di domini a ogni aggiornamento, e gli specchi dei siti inibiti ricompaiono nel giro di ore su indirizzi nuovi. La parola che il mercato usa per l'esito è «oscurati», ed è una parola onesta: descrive un sito che resta raggiungibile per chi sa cercarlo e che nel frattempo ha già perso tutto quello che rendeva comodo il gioco legale.
Perché qui c'è un costo, non solo un fastidio. Il blocco non è l'unico effetto. Articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41: i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'Agenzia rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Una cifra così costruita spiega perché gli intermediari diventano prudenti: più il perimetro dei pagamenti si stringe, più cresce la probabilità che un prelievo da un conto estero si trasformi in una settimana di attesa o in nulla.
Tracciare i pagamenti verso l'estero: cosa si cerca davvero
Una regolazione concordata con la Banca d'Italia è prevista dall'articolo 22, comma 1, del decreto 41/2024 per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata. È il genere di norma di cui si parla poco e che pesa molto, perché il punto debole di un sito oscurato non è l'indirizzo, è il rientro del denaro.
Sul versante dei concessionari, invece, il quadro è noto e vale come metro di paragone. Il decreto 41/2024, articolo 13, disciplina i punti vendita ricariche: tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro dedicato, che ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare dopo l'identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Quei punti non pagano vincite e non erogano saldo, e l'iscrizione al registro costa 100 € l'anno. Accanto a questo, i comparatori mostrano presso gli operatori con concessione carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria; l'elenco esatto sta nelle condizioni di ciascun operatore. Sui cripto-asset presso i concessionari la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini strumenti approvati.
Il lettore che arriva da una ricerca tipo «bookmaker esteri con PayPal» cerca in realtà una cosa sola: la certezza che il prelievo arrivi. È una preoccupazione sensata, e la risposta utile non sta nel nome del circuito ma in chi può toccare quel denaro. Su un conto con concessione il pagamento passa per soggetti che rispondono a un'autorità italiana; fuori da lì il circuito è quello che il sito ha scelto, e nessuno risponde a nessuno.
Concessione ADM: la normativa, la vigilanza e i confini della giurisdizione
La normativa: il decreto 41/2024 e le condizioni che non si rinegoziano
Il quadro si regge su una regola semplice e su una conseguenza meno semplice. La regola: le concessioni si assegnano con gara pubblica per un periodo massimo di nove anni, senza rinnovo. La conseguenza: quando quel periodo finisce, il concessionario torna a dover partecipare, e i termini della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata dell'affidamento. Nessuno dei due si rinegozia a metà strada.
Sul piano dei requisiti, il decreto chiede una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l'impegno ad applicare i limiti di deposito che l'Agenzia fissa nella gara. La misura esatta di quel limite nella gara non è nota, e questo è uno dei pochi numeri di questa pagina che non si può mettere in cifre: il limite che il giocatore incontra in concreto è quello che sceglie lui all'apertura del conto, entro il perimetro fissato dalla concessione.
Il regime fiscale è la parte che il giocatore sente di meno e che decide di più. L'imposta unica sulle scommesse a quota fissa è disciplinata dal decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2026: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull'importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Vale la pena prendere in mano la logica di quella base: l'imposta colpisce il margine della raccolta, non la giocata del singolo. È il motivo per cui un operatore con concessione ha tutto l'interesse a costruirsi un palinsesto che tiene il giocatore attivo a lungo e margini di mercato calibrati — la parte che resta al bookmaker su ogni unità giocata resta la sua voce di ricavo più solida, e su questo conviene aprire una parentesi di calcolo più avanti, quando si parla di bonus.
La vigilanza: chi controlla, chi sanziona, chi paga
L'autorità di riferimento è l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» per abitudine: ADM (ex AAMS) alla prima menzione, e poi ADM. La vigilanza passa per tre strumenti.
Il primo è l'elenco dei concessionari, pubblico, aggiornato, tenuto dall'Agenzia insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei: è la lista dei siti legali. Il secondo è l'elenco dei siti inibiti, anch'esso pubblico, con il meccanismo di reindirizzamento descritto nella sezione sul blocco dei domini. Il terzo è la leva sanzionatoria sugli intermediari: l'articolo 22 del decreto 41/2024 colpisce con 30.000 a 180.000 € per violazione i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che non rispettano l'ordine dell'Agenzia.
Poi c'è il fronte pubblicitario, che è quello dove il giocatore incontra la normativa senza accorgersene. Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e l'Agenzia lo ha richiamato il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo — manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. L'applicazione è affidata all'AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.
E qui c'è una differenza che il giocatore attraversa ogni giorno senza notarla. Il divieto colpisce la pubblicità, non l'esistenza del bonus: le promozioni restano, quello che non si può fare è reclamizzarle come si reclamizza una bibita. Il marketing legale si è così spostato dove la regola arriva più lentamente — maglie, panchine, contenuti di terzi — e la parte che interessa direttamente il portafoglio è che nessun tetto statutario limita l'importo di un bonus né i requisiti di puntata richiesti per liberarlo. Quei numeri stanno uno per uno nelle condizioni dell'operatore, e sono l'unica fonte che conti.
Vale la pena chiudere il cerchio con quello che è accaduto davvero sul fronte sanzionatorio, perché la retorica e i fascicoli non sempre coincidono: secondo la stampa di settore, nel 2025 l'AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € di sanzione; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell'Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026, che proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è stato proposto e non è legge: il divieto è in vigore alla data di verifica.
La giurisdizione: cosa vale una licenza straniera e cosa rischia il giocatore
Una licenza rilasciata a Curaçao, a Malta o ad Anjouan non ha alcun valore in Italia. È la frase che riassume tutto il resto, e conviene scomporla, perché da essa dipendono le tre cose che un giocatore perde quando sceglie un dominio senza concessione.
La prima è la tutela amministrativa. Un sito senza concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore che si è autoescluso altrove resta perfettamente raggiungibile lì. La seconda è la supervisione: nessuna autorità italiana verifica il suo palinsesto, i suoi tempi di pagamento, le sue regole di contestazione. La terza è il foro: una controversia su un conto estero si discute dove il sito ha sede, con le sue condizioni contrattuali, e con le spese che comporta.
Sulla terza il quadro giuridico italiano ha un passaggio che vale più di ogni avvertimento. L'articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l'Agenzia stessa ha ricostruito il 28 febbraio 2024, prevede l'arresto fino a tre mesi e un'ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all'estero — e lo stesso articolo raggiunge anche il partecipante: chi prende parte a scommesse organizzate da operatori privi di concessione è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore così come l'autorità la enuncia. L'importo in euro dell'ammenda e l'esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l'articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all'estero.
Nessun marchio non autorizzato viene nominato su questa pagina, e non è una svista: descrivere il fenomeno senza far pubblicità a chi lo pratica è la sola forma compatibile con la norma appena citata. Il lettore che vuole controllare un operatore specifico ha due strade pulite: leggere il numero di concessione nei suoi termini e cercare quel numero, oppure aprire l'elenco pubblico dei siti inibiti e vedere se il dominio che sta guardando compare. Nessuna delle due richiede di fidarsi di questa pagina.
Sul piano pratico, la domanda che ogni lettore si fa prima o poi è un'altra: che fine fa una vincita. La risposta cambia in modo sostanziale tra i due mondi, e cambia in una direzione che quasi nessuno si aspetta.
Tassazione e tutela: la prevenzione che parte dal limite di deposito
La protezione: identità, conto di gioco e limite scelto in registrazione
L'articolo 15, comma 1, del decreto 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all'età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall'Agenzia; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il principio di tutela dei minori è richiamato dall'articolo 3, comma 1, lett. a), e l'età fissata dalla legge italiana è diciotto anni.

All'atto pratico, la parte che tocca il portafoglio è il limite di deposito scelto in registrazione. Il giocatore indica un massimo settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano come funziona la manopola: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. AdmiralBet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la riduzione immediata e l'aumento efficace dopo sette giorni. Un tetto statutario in euro sulle giocate sportive non è noto: gli strumenti che mordono sono l'autolimite del giocatore e il limite di deposito che questi sceglie all'apertura del conto.
Sull'identificazione il quadro è altrettanto concreto. Un conto di gioco richiede l'identificazione completa del titolare, e gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; alcuni mettono a disposizione anche CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi vengono bloccati. BetFlag, per esempio, rimanda esplicitamente alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. È la stessa logica del limite di deposito: il conto esiste per una persona identificata, e finché quella persona non è identificata il denaro non esce.
L'autoesclusione e il RUA: che cosa succede davvero quando si chiude un conto
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più efficace del sistema e il meno compreso. L'autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e blocca anche le sale e i punti vendita sul territorio. L'articolo 15, comma 1, lett. e), del decreto 41/2024 impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori riportano.
Come si comportano le condizioni, in concreto, lo mostra il caso di AdmiralBet: l'autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Due cose colpiscono in questo schema. La prima è che la revoca dell'esclusione indeterminata richiede nove mesi: non è una pausa, è un cambio di abitudine imposto dal calendario. La seconda è la portata trasversale: chi si esclude presso un operatore non può riaprire presso un altro lo stesso pomeriggio, e questa è precisamente la differenza rispetto a un dominio senza concessione, che al RUA non è collegato e dove il giocatore autoescluso resta perfettamente autorizzato a giocare.
Sulla responsabilità sociale esiste anche un obbligo di comunicazione, l'articolo 15, comma 2: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l'anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra piccola in rapporto al giro d'affari e insieme un segnale del tipo di architettura: la tutela, in questo sistema, sta nelle condizioni d'accesso e non nell'educazione del giocatore.
La protezione: che fine fa una vincita tra concessione e sito estero
Qui la differenza tra i due mondi diventa una cifra, o meglio due cifre che non si somigliano per niente.
Sul fronte italiano, le vincite pagate da un concessionario non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore lo ripete nel 2024 e nel 2026 con la formula «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell'amministrazione finanziaria, il che la rende una indicazione e non una certezza: chi ha una posizione fiscale complicata fa bene a consultare un commercialista.
Sul fronte estero il discorso si ribalta. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all'estero, imponibili secondo l'articolo 69 del TUIR per l'intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L'aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Metti le due cose una accanto all'altra e il vantaggio di un sito estero si riduce a una scommessa sulla propria contabilità. Da una parte una somma che arriva netta e non crea nessun adempimento; dall'altra una somma intera su cui, secondo l'interpretazione dell'amministrazione, si costruisce una dichiarazione senza che si sappia con quale aliquota finale. A questo si aggiunge che il conto estero non ha autoesclusione, non ha limite di deposito imposto dal sistema e non ha un foro italiano per contestare una giocata. Il bookmaker estero non è più economico: è meno vincolato, e la differenza la paga chi ci gioca.
Il limite di deposito visto come costo: un'illustrazione sul margine
Prendiamo la manopola più concreta che il giocatore incontra in registrazione: un limite di deposito settimanale di 100 €. Non è il massimo consentito né un valore medio di mercato, è una scelta illustrativa del giocatore, e serve a mostrare dove finisce quel denaro quando incontra il margine del bookmaker.
Su un mercato a due esiti, con entrambe le quote a 1,90, la quota di payout si ottiene con 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90: viene 0,9025, cioè un payout del 90,25 %. Il margine del bookmaker è il complemento, 1 meno 0,9025, ovvero il 9,75 % di ogni unità puntata su quel mercato. Il lettore attento riconosce che non è il margine con cui un concessionario costruisce il proprio palinsesto: 1,90 su un mercato a due esiti è un esempio aritmetico, non un prezzo rilevato su nessun operatore, e i margini reali si leggono solo dalle quote del momento.
Se il giocatore punta quella cifra una volta sola su quel mercato, il costo atteso è 100 € moltiplicati per il 9,75 %, cioè circa 9,75 € di perdita attesa. Qui la risposta va data come intervallo e non come cifra secca, perché il margine non è costante: su un mercato principale di calcio si scende verso il 5 % e il costo atteso si avvicina a 5 €, mentre su un mercato secondario si sale intorno al 10 % e il costo atteso arriva a circa 10 €. Stesso deposito, stesso singolo colpo, costo atteso fra 5 € e 10 € a seconda di cosa si gioca e di quanto è liquido quel mercato.
L'esempio ha un limite e va detto: descrive il costo atteso di un singolo colpo piazzato su un mercato con quel margine, non il risultato di una sessione. Con una sola puntata il margine è un costo medio, non una garanzia: chi vince incassa 190 € lordi da 100 € di stake, e chi perde non incassa nulla. Su dieci colpi, sempre con lo stesso deposito e lo stesso margine, il costo atteso sale intorno a 50-97,50 € — un intervallo che vale quanto vale l'assunzione di giocare ogni settimana sullo stesso tipo di mercato, e che serve a far vedere una cosa sola: il margine non è un dettaglio da comparatori, è la ragione per cui il gioco continuato è un costo continuato.
I dieci operatori con concessione ADM
Lottomatica: il catalogo più largo del gruppo GBO
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessionaria con il numero 16010, gestisce Lottomatica. L'applicazione per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta e giocare live.
Il punto interessante non è la lunghezza della lista di campionati: quello che l'applicazione fa meglio è tenere in un solo schermo il risultato e il mercato, che è il motivo per cui il live è diventato il formato dominante. C'è però un rovescio della medaglia che nessuna scheda applicazione racconta: il live è la fascia in cui i margini di mercato sono più larghi e in cui la decisione si prende in pochi secondi, e la comodità di piazzare una giocata mentre si guarda la partita è esattamente il contesto in cui si punta di più di quanto si era programmato. Con un limite di ricarica fissato in registrazione quella sera il tetto c'è, e per un giocatore che vive il live come spettacolo più che come calcolo è la protezione che conta di più.
AdmiralBet: la registrazione che costa due minuti in più
Admiral Bet S.r.l. opera con la concessione n. 16048 su AdmiralBet, ed è l'operatore le cui condizioni questa pagina può leggere nel dettaglio. Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In registrazione il giocatore imposta un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni.
Quei due minuti in più del caricamento documento sono la cosa più utile che l'operatore fa per il proprio giocatore, e non per generosità: la firma elettronica qualificata non permette di aprire un conto a nome di qualcun altro, e un conto intestato correttamente è la premessa perché un prelievo non si blocchi. La finestra dei sette giorni sull'aumento è la parte che genera lamentele e che vale di più: un limite che si alza in pochi clic non è un limite, è una buona intenzione. Chi vuole spendere meno la prossima settimana non deve fare nulla; chi vuole spendere di più deve aspettare, e quell'attesa è l'unico autolimite che il sistema rende davvero difficile da aggirare con un secondo conto.
William Hill: dieci euro subito o cinque dopo i documenti
William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044 per William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è invece previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l'invio dei documenti entro 96 ore.
La struttura di quella promozione dice molto sul modo in cui gli operatori comprano l'identificazione. Il bonus non è una cortesia: è il prezzo che l'operatore paga per avere un conto verificato, e il fatto che la versione automatica valga il doppio di quella manuale non è un caso ma un incentivo. Per il giocatore la lettura corretta è che l'importo più alto arriva prima, senza attese, perché l'operatore risparmia il lavoro di controllo; la finestra delle 96 ore è invece il termine che fa scadere il diritto per chi rimanda. Non è una somma che cambia la vita, e proprio per questo conviene trattarla come quello che è: un piccolo sconto sull'identificazione, non un motivo per scegliere un conto.
StarCasinò: il casinò con un bookmaker dentro
Azzurri Limited è la società della concessione n. 16026 per StarCasinò. L'applicazione permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La questione da chiarire non riguarda il catalogo sportivo, che è quello che è, ma la forma dell'offerta. Un marchio che nasce dal casinò e aggiunge le scommesse tende a costruire l'esperienza intorno alla velocità di rotazione: più giochi sullo schermo, più occasioni di giocare, un'unica cassa da ricaricare. Non c'è nulla di illegale né di nascosto in questo, e la concessione è la stessa degli altri nove. Quello che cambia è la disciplina necessaria dall'altra parte dello schermo: chi apre l'applicazione per una singola partita e si trova davanti un catalogo di slot ha bisogno di un limite di deposito impostato prima, non dopo. La concessione garantisce la legalità dell'offerta, non la misura di chi la usa.
Planetwin365: venti sport e una lista di competizioni da leggere
Pwo S.p.a. opera con la concessione n. 16007 su Planetwin365. L'applicazione copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei, da Serie A, Serie B, Coppa Italia e Serie C fino a Premier League, Bundesliga e La Liga, più competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con i risultati in diretta.
Una copertura larga è una comodità che si paga, e il prezzo si vede nei mercati meno frequentati. Più un campionato è esotico, meno è liquido, e più largo è il margine che l'operatore deve applicare per coprirsi; il rovescio è che il giocatore che segue un torneo minore non ha alternative migliori, perché senza quel palinsesto la sua partita non esisterebbe. Il servizio più prezioso, per chi guarda competizioni che nessuno trasmette, è la disponibilità di un mercato prima del fischio d'inizio, con calma, invece di un live in cui le quote si muovono mentre si decide. Vale la pena fare il giro dei reparti secondari — calcio estero, sport minori, competizioni di coppa — perché è lì che un palinsesto ampio dimostra di essere ampio davvero e non solo lungo sulla Serie A.
NetWin: un bonus reale con un requisito da leggere
Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16035 per NetWin. L'offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
La parola «reale» è quella su cui conviene fermarsi, e la sua importanza sta proprio nel contesto italiano: il Decreto Dignità vieta di pubblicizzare le scommesse, ma non vieta che un bonus esista, e la differenza tra un bonus reale e un bonus di verifica non è stilistica. Un bonus di verifica è una somma che l'operatore accredita per il disturbo di aver mandato i documenti; un bonus reale è denaro che entra nel conto e che, se le condizioni lo permettono, si gioca e si preleva. Sul lato delle condizioni ci sono due elementi che cambiano la sostanza: il conto deve essere verificato per accedere alla promozione, quindi l'identificazione viene prima del bonus e non dopo, e il deposito minimo di 20 € è la soglia sotto la quale la promozione non esiste. A questo si aggiungono i requisiti di puntata, che sono la parte dove un bonus smette di essere un regalo e diventa una quantità di giocate da fare: chi non ha ancora letto la voce sui requisiti di rigioco lo faccia prima del primo versamento, perché è quella che decide se la somma è libera o vincolata.
Betfair: il punta e banca e le regole del mercato
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028 per Betfair. L'applicazione propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il betting exchange, che in italiano si chiama anche «punta e banca», è una partita a sé nel quadro delle concessioni: la legge lo prevede come gioco separato, articolo 6, comma 1, lett. e), e articolo 2, lett. u), del decreto 41/2024, e in quel formato il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riferita indicare regole aggiuntive per i conti sull'exchange italiano, tra cui una puntata minima in favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 aggiunge che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali altri marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Per il giocatore l'exchange è l'unico posto del panorama italiano dove il margine del bookmaker non esiste come tale: non si gioca contro una casa ma contro un'altra persona, e il costo diventa la commissione più il costo di trovare chi sta dall'altra parte. È anche il formato meno intuitivo e quello che premia di più chi sa leggere una quota in termini di probabilità. Non è una scorciatoia, è un mestiere diverso, e chi ci arriva aspettandosi la stessa logica di una giocata tradizionale trova il conto sbagliato.
Eurobet: un palinsesto che esce dallo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 per Eurobet. Il palinsesto dell'applicazione va dal calcio, tennis e basket alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, alla pallavolo, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.
Qui la concessione mostra il suo lato meno raccontato: la definizione di palinsesto comprende eventi non sportivi, e la conseguenza è che un conto di gioco con concessione ADM può accogliere anche giocate su una serata televisiva o su un risultato elettorale. È un'offerta legale e approvata evento per evento dall'Agenzia, e la sua ampiezza non è un difetto: per un certo tipo di giocatore è anzi il prodotto. Ma la larghezza ha una conseguenza pratica che vale più delle promozioni: su un palinsesto così esteso il margine medio si alza, perché i mercati di nicchia sono meno liquidi dei mercati di calcio. Chi entra nell'applicazione per una partita di Serie A e resta per un reality show sta pagando, senza accorgersene, uno dei margini più alti del catalogo.
Sisal: più di mille eventi al giorno e il cash out
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020 per Sisal. Nell'applicazione l'operatore indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, pallavolo, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l'evento finisca. L'applicazione permette inoltre di accedere al conto gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Il cash out merita una spiegazione, perché è la funzione più venduta e la meno capita. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare il prezzo che l'operatore offre in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine del bookmaker: non è la quota di mercato, è la cifra che l'operatore è disposto a pagare per riprendersi il rischio, e su una giocata già in vantaggio è quasi sempre più bassa di quanto il giocatore si aspetti. Il numero di eventi live è enorme e la scelta è reale, ma la funzione che sembra aumentare il controllo è essa stessa un mercato, con il suo costo dentro. Chi la usa come strumento di gestione ha una logica; chi la usa perché non sopporta l'attesa paga l'impazienza a un prezzo che ha già accettato senza leggere.
bet365: partner globale e controllo del proprio limite
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione n. 16030 per bet365. L'operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia prima dell'evento sia live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d'azzardo 800 55 88 22.
Il paradosso di questo profilo è tutto nel nome della partnership: un operatore che mette il proprio marchio sulla competizione più seguita d'Europa è anche, per legge, un operatore che non può pubblicizzare le proprie scommesse in Italia. L'immagine internazionale non si traduce in messaggio promozionale qui, e la parte che resta è la sostanza del prodotto: un listino molto ampio, con sport di nicchia coperti decentemente e il prezzo competitivo che la scala comporta. La dotazione di strumenti di controllo parla la stessa lingua del catalogo: periodi di pausa, limiti di versamento e autoesclusione sono le tre manopole che contano, e la loro presenza conferma che l'operatore preferisce il giocatore di lungo periodo a quello di una sera. Il Telefono Verde indicato in applicazione è il riferimento pubblico per chi ha bisogno di aiuto prima di fare da solo.
Un ultimo sguardo sui confronti: cosa resta fuori da questa lista
Un nome che non compare tra i dieci di questa pagina non è per questo un operatore privo di concessione. Il mercato non si esaurisce in questi brand: altri concessionari esistono, e la regola resta quella di sempre, cioè che la concessione si legge nell'elenco pubblico e non in una classifica. Allo stesso modo, l'ordine di questa pagina non è una gerarchia di qualità: le condizioni di ciascun operatore valgono per sé, e alcuni dei punti più utili — l'importo del bonus, i requisiti di puntata, la puntata minima, i tempi di prelievo — vivono nelle pagine dei termini di ciascuno, che nessun comparatore può sostituire.
Un'ultima cosa sui confronti altrui, perché è quella che costa. Le pagine che promettono il «miglior sito di scommesse estero» vendono quasi sempre la quota più alta come se fosse un vantaggio, e la quota più alta è la quota accompagnata dal margine più basso solo se le due cose si guardano insieme. Una quota brillante su un mercato secondario può valere meno di una quota ordinaria sul mercato principale, e un bonus enorme può valere meno di un bonus modesto se i requisiti di puntata sono severi. Il lettore che vuole risparmiare ha due strumenti che nessuno gli vende: la calcolatrice e la pazienza di leggere i termini prima del primo versamento.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Cosa si rischia davvero giocando su un sito di scommesse privo di concessione?
Si perdono le tutele ADM: nessun collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, nessuna supervisione sul palinsesto, nessun foro italiano. Sul piano legale, l'Agenzia ricorda che chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L'importo dell'ammenda non è noto.
Come si fa a sapere se un bookmaker ha la concessione ADM?
Si cerca il numero di concessione nelle condizioni contrattuali dell'operatore e lo si riscontra nell'elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, tenuto dall'Agenzia insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei. Quella lista non ha una colonna per i giochi: un nome presente non dimostra da solo un'offerta di scommesse sportive, che si verifica sul sito dell'operatore.
Che cos'è il RUA e come funziona l'autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni richieste dai giocatori. L'effetto si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e blocca anche le sale sul territorio. Le condizioni di AdmiralBet prevedono durate da 7 a 270 giorni oppure indeterminate, con revoca possibile dopo nove mesi.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità?
L'articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. L'AGCOM applica una sanzione del 20 % del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 €. Il divieto riguarda la promozione, non l'esistenza di un bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
All'apertura del conto il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, che il concessionario applica secondo protocolli approvati dall'Agenzia. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. AdmiralBet chiede in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sull'operatore: è quanto riporta la stampa di settore, e conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Questo contenuto è stato creato dal team di Vincere con Metodo.
